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PostHeaderIcon Prima di una storia...

La storia del gelato come lo conosciamo noi è recente, non risale oltre il nostro Rinascimento. Tuttavia già da epoche molto antiche si possono trovare tracce dei tentativi fatti dall'uomo di gustare cibi o bevande fredde e dolci.

Il primo dolcificante usato dall'uomo fu il miele (1), dapprima raccolto dai favi naturali, come ci testimoniano alcuni graffiti (Fig. 1). Quando, dopo la scoperta dell'agricoltura, gli uomini si stabilirono in villaggi, dovettero cominciare a costruire delle arnie dove "addomesticare" le api. Tracce di questa pratica sono infatti molto antiche e risalgono a ben prima della storia. I graffiti ci mostrano che l'uomo usava già allora il fumo per proteggersi dalle api e cercare di evitare di essere punto.

Nell'antico Egitto compaiono le prime raffigurazioni certe dell'allevamento delle api. Questo animale era talmente considerato che il suo geroglifico compare nella titolatura dei faraoni che si definivano re del paese del Giunco (cioè l'Alto Egitto, la parte meridionale) e del paese dell'Ape (il Basso Egitto, cioè la zona del Delta del Nilo).

Anche nei testi cuneiformi (come il codice di Hammurabi) si trovano testimonianze dell'importanza data al miele come alimento e non solo. Infatti era usato anche per cosmetici e medicamenti, dato il suo forte potere nutrizionale. Nel palazzo di Mari, in Siria, sono venuti alla luce delle splendide "teglie" decorate che dovevano servire probabilmente per dei pani dolci.

Fig. 1 Spagna, Grotta Cueva de la Arana, scena di raccolta del miele (circa 7000 a.C.)

Fig. 2 Cartiglio con il nome di Tuthmosi III (XVIII dinastia, 1457-1424 a.C.) [Foto Lauro, da www.cartigli.it]. Si riconoscono l'anekh, il giunco e infine l'ape che precedono il cartiglio con uno dei nomi del sovrano.

Nella Bibbia Giacobbe consiglia ai propri figli diretti in Egitto di portare con loro "le cose più squisite di questo paese ...: un po' di balsamo, un po' di miele, degli aromi e della mirra, dei pistacchi e delle mandorle" (2). D'altronde la Palestina viene chiamata nell'Esodo il "paese dove scorre il latte e il miele" e si dice che la manna con cui gli Ebrei sono nutriti nel deserto "aveva il gusto della schiacciata fatta col miele"(3). Nella Bibbia si trova anche forse il primo accenno all'abitudine a rinfrescare bevande con la neve: "Il messaggero fedele, per quelli che lo mandano, è come il fresco della neve al tempo della mietitura; esso ristora il suo padrone" (4).

I testi cuneiformi ritrovati in Mesopotamia ci raccontano come il vino fosse raffreddato ponendolo con il ghiaccio in cantine dette nakkamtum. Ci parlano poi delle vere e proprie ghiacciaie dette bit shuripim, cioè "case del ghiaccio", fabbricati sotterranei di mattoni con un tubo di drenaggio per l'acqua. I testi di Mari, città siriana lungo l'Eufrate, che fiorì a cavallo fra la fine del III millennio e l'inizio del II millennio a.C., ci parlano di ben tre ghiacciaie. Ne sono attestate anche a Qatara e a Hattusa, capitale del regno degli Ittiti.[5]

L'uso di conservare la neve era infatti antico e continuò fino al XIX secolo. Si raccoglieva la neve caduta e la si stipava nelle neviere, ossia in delle buche scavate nel terreno, in grotte oppure in cantine, a cui si poteva accedere solo da una piccola apertura che serviva per il caricamento della neve e per il prelievo del ghiaccio. Ovviamente bisognava garantire il maggiore isolamento termico possibile e vi si provvedeva ricoprendo la neviera con un grosso cumulo di terra e usando la paglia per sigillare.

Di certo anche in Egitto doveva essere in uso raffreddare le bevande, anche se la natura del clima non può far pensare a una grande disponibilità di neve e ghiaccio. Probabilmente il metodo più usato era quello di sfruttare la porosità dell'argilla delle brocche e i principi dell'evaporazione, forse incrementandone l'effetto con l'uso di ventagli. Alcuni ipotizzano anche che i calici in argento divisi a metà provenienti da una tomba della seconda dinastia, potessero servire per contenere da un lato ghiaccio e dall'altra succhi di frutta.