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Ruggeri

 

La leggenda vuole che un pollivendolo e nonché cuoco "dilettante" di nome Ruggeri prtecipasse ad un concorso indetto dai signori di Firenze, i Medici, sul tema: "il piatto più singolare che si fosse mai visto". Ovviamente snobbato dai maestri del genere, Ruggeri sfruttò delle vecchie ricette per preparare un docletto gelato che conquistò subito i giudici decretandone la vittoria. La fama della sua ricetta di "ghiaccio all' acqua inzuccherata e profumata" si diffuse per tutta la Toscana e quando Caterina de Medici, quattordicenne, in procinto di partire per la Francia dove doveva sposare Enrico, duca d' Orléans e futuro Re, non ebbe dubbi sul fatto che Ruggieri dovesse seguirla insieme ai migliori cuochi di famiglia. D'altronde Caterina voleva due diverse cose: da un lato lasciare a bocca aperta la corte del marito con l'abilità dei cuochi italiani e dall'altra premunirsi dal rischio di essere avvelenata. Pare che Ruggeri non fosse così entusiasta di trasferirsi oltralpe e che Caterina lo dovette far prelevare dai soldati e a forza carica su una nave diretta a Marsiglia, per preparare il banchetto di nozze. Era il 1533 e da quel momento Ruggeri ricevette l'ordine di dare sfogo alla propria fantasia cosa che il nostro fece, sperimentando diverse varianti del suo dolce che doveva assomigliare più ad una gremolata che al nostro gelato, ottenendo un enorme successo. Inoltre cominciò a dare al gelato forme sempre diverse, creando vere e proprie sculture. Egli mantenne comunque segreta la sua ricetta facendo la gioia di Caterina che rifiutò di cederne i servigi anche di fronte a notevoli offerte. La fama però non fece felice il Ruggeri, boicottato in ogni modo dai cuochi francesi. Una sera fu aggredito, derubato e bastonato: era la goccia che fece traboccare il vaso. Ruggeri scrisse la famosa ricetta su un foglio che chiuse in una busta e che fece recapitare a Caterina, accompagnandolo con poche parole di saluto: "Con il vostro permesso ritorno ai miei polli, sperando che la gente mi lasci finalmente in pace e, dimenticandosi di me, si accontenti soltanto di gustare il mio gelato".

 

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