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Consigli pratici

Come prepararlo (in casa)

Se vi è venuta l'acquolina in bocca e cercate delle ricette per preparare il gelato, consultate la sezione di link: troverete alcuni siti ricchi di ricette golose!

Una volta preparata la miscela va collocata nella gelatiera. In commercio ne esistono diversi modelli per tutti i gusti e per tutte le tasche.

E se proprio non avete la gelatiera? Potete provare a fare così. Inserite una spatola in acciaio (in mancanza va bene anche un cucchiaio) e una ciotola in congelatore e fatele freddare. Preparate poi la miscela, mettetela nella ciotola ghiacciata e reinseritela in congelatore. Dopo 20-30 minuti tiratela fuori, mescolate il tutto energicamente con la spatola fredda e rimettete la ciotola e la spatola in frigorifero. Ripetete l'operazione più volte, finché la miscela non si è addensata. Il risultato non è proprio come quello ottenuto con la gelatiera e tirato fuori dal frigorifero si liquefà più velocemente... ma se avete pazienza e vi accontentate potrete comunque gustare il vostro gelato!

Come conservarlo

Ovviamente attenzione alla temperatura. Finchè la "catena del freddo" non si interrompe, ossia finchè il gelato mantiene una temperatura bassa, le materie prime del gelato non si deteriorano e non si sviluppano cariche batteriche. Quindi è molto importante che il gelato venga conservato con cura, specie quando lo trasportiamo a casa. perciò:

  • Durante la spesa lasciate l’acquisto dei gelati (e surgelati in genere) per ultimo
  • Inserite le confezioni in una borsa termica
  • Trasportate subito il gelato a casa (cioè usciti dal negozio non fate tappa in edicola o dal panettiere e non fermatevi a chiacchierare a lungo con un amico!)

Nei procedimenti industriali e nelle gelatierie artigianali l'igiene viene rispettata con cura per evitare ogni contaminazione. Un procedimento importante è la pastorizzazione che consente l'uccisione dei batteri. Se facciamo anche noi il gelato in casa, mettiamoci la stessa attenzione!

La legge ci tutela. In Italia la normativa è all'avanguardia. Nel 1993 le industrie gelatiere si erano già regolamentate con un Codice di Autodisciplina produttiva. Nel 1997 la legge ha stabilito una serie di analisi per stabilire e controllare i punti critici della produzione. Con il 2005 poi sono entrate in vigore le normative sulla tracciabilità degli alimenti: se ben applicate ci permetttono di conoscere la "storia" dei cibi che mangiamo.

Leggere le etichette

Ogni maestro gelataio ha le sue ricette, che prepara selezionando con cura gli ingredienti. Certo il gelato non è tutto uguale: c'è chi usa solo prodotti selezionatissimi (magari facendoseli spedire dai quattro angoli del mondo!) e chi usa basi e preparati industriali. Tuttavia c'è un gelato che non dovrebbe suscitare dubbi sulla sua composizione: il gelato industriale, che in etichetta dovrebbe riportare la lista degli ingredienti, le caratteristiche nutrizionali e il computo calorico per porzione e sui 100g. Leggere le etichette con attenzione è sempre un buon consiglio. Ecco alcuni piccoli suggerimenti:

  1. Non fermarsi al primo sguardo. Uno pensa di aver acquistato un gelato al pistacchio e poi scopre di averne preso uno "al gusto di pistacchio" dove del prezioso frutto non ci sono tracce. Questo perché quella apparentemente innocua espressione "al gusto di" significa che il produttore può avere usato un semplice aroma che poi inserisce appunto sotto la voce "aromi". Se invece ci troviamo di fronte al vero gelato al pistacchio, dobbiamo leggere in etichetta (come è obbligo di legge) la quantità di pistacchi presenti, indicata in percentuale.
  2. Come ingredienti dobbiamo attenderci: latte e prodotti a base di latte (come il latte in polvere), zuccheri (come il saccarosio, lo sciroppo di glucosio, il lattosio), uova o tuorli d'uovo (freschi o in polvere), grassi vegetali o animali (burro, panna, oli vegetali), frutta (in polpa o succo), frutta secca, vini o liquori, cacao, caffé, aromi... Leggendo le etichette troverete spesso indicati degli emulsionanti (le lecitine), degli addensanti e degli stabilizzanti (farina di semi di carrube -E410-, gomma di guar -E412-, carragenina -E407-, ). Il loro scopo è quello di rendere il gelato più consistente, più amalgamato, più morbido e di aiutarlo a conservarsi più a lungo. Vi chiederete come fanno alcuni artigiani a farne a meno: tenete conto che per esempio le uova contengono lecitine e quindi svolgono già la funzione di aiutare a emulsionare sostanze che di loro non si amalgamerebbero, come grassi e acqua.
  3. Attenzione al colore. Certo un gelato al pistacchio verde intenso è una goduria per lo sguardo... solo che quel verde non è naturale, ma ottenuto con dei coloranti!. Sta poi a voi scegliere, tenendo conto che non tutti i coloranti vanno demonizzati. Il caramello per esempio può aiutare a dare colore ai biscotti, così come il succo di carota (che ci può sembrare strano in un biscotto gelato!).
  4. Attenzione ai grassi: quelli saturi (olio di cocco e di palma) non fanno un gran che bene alla salute! Tante volte invece si pensa che i grassi vegetali siano tutti preferibili ai grassi di origine animale!