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Figura poliedrica, fu un esponente tipico del Rinascimento fiorentino. Pittore, scultore, architetto, scenografo, costruttore di armi, ha legato il suo nome alla progettazione della città di Livorno e alle decorazioni del Parco di Boboli. Si occupava di preparare per il signore di Firenze complessi e spettacolari apparati per le feste di corte e fu così che... incontrò la storia del gelato. Incaricato da Cosimo I di organizzare i festeggiamenti per accogliere una delegazione spagnola, Buontalenti allestì rappresentazioni teatrali nei giardini e sull’Arno, un grande spettacolo pirotecnico alla Fortezza da Basso (che gli valse il soprannome di Bernardo delle Girandole) “festini da far rimanere come tanti babbei gli stranieri, spagnoli per giunta”.

 

Nel 1559 per il banchetto inaugurale della fortezza del Belvedere, il Buontalenti presentò una crema base di latte, miele, tuorlo d’uovo, un tocco di vino. La sua crema fredda aromatizzata con bergamotto, limoni ed arance è alla base della “crema Fiorentina” o “gelato Buontalenti” che ancora oggi si può gustare in tutte le migliori gelaterie di Firenze. D'altronde la pratica a Firenze di conservare la neve in cantine è testimoniata dalla toponomastica: vicino alla Fortezza da Basso si trova infatti via delle Ghiacciaie, con le sue cantine foderate in sughero, legno e canne che facessero scorrere l'acqua man mano che il ghiaccio si scioglieva. Il progetto delle ghiacciaie pare fosse opera dallo stesso Buontalenti [1].. Sembra che il Buontalenti arrivasse anche a costruire una speciale macchina per realizzare il gelato con delle pale fatte ruotare da una manovella che mantecavano il composto inserito in un cilindro immerso in un contenitore realizzato con materiali isolanti e riempito di ghiaccio. Utilizzò poi le sue conoscenze chimiche per realizzare una miscela fredda che migliorassee la refrigerazione durante la preparazione dei gelati. I suoi "favolosi dolci ghiacciati" erano ancora morbidi, ma ottennero un grande successo. Soprattutto aveva cambiato radicalemente la "struttura" stessa del gelato introducendovi materie grasse come il latte e le uova: fino ad allora infatti nessuno aveva pensato a refrigerare crema all'uovo e zabaione. Nonostante la fama di cui godette, se non fosse stato per il sostegno accordatogli dal Granduca, che gli garantì una pensione, sarebbe morto in completa miseria a causa della sua prodigalità. A lui è intitolato l'Istituto alberghiero di Firenze.


Sorbetto al limone Buontalenti
ngredienti: Limoni – acqua – zucchero – albume d’uovo – zucchero a velo

Preparazione

Lavare e tagliare a strisce la scorza dei limoni, quindi spremerne uno. Far sciogliere in una casseruola a fuoco medio lo zucchero nell’acqua; togliere il recipiente dal fuoco, aggiungere le bucce dei limoni e lasciar raffreddare. Unire allo sciroppo il succo di limone, e versarlo in delle vaschette per il ghiaccio che metterete in freezer per diverse ore, rigirando ogni tanto il composto. Sbattere l’albume d’uovo e lo zucchero a velo in una terrina, e porre il preparato a bagnomaria in acqua caldissima. Togliere quasi subito dal fuoco e sbattere con una frustina sino ad ottenere un composto ben sodo, continuando affinché la preparazione risulterà fredda.

Prendere le vaschette dal freezer, versare in una ciotola il loro contenuto, e incorporarvi il composto di albume. Passare il tutto nelle coppette e servire immediatamente. 
(ricetta presa da http://www.taccuinistorici.it/ita/ricette/moderna/artisti/Sorbetto-al-limone-Buontalenti.html)

Note

1. Ce lo testimonia, agli inizi del XVIII secolo, Giuseppe Averani nel suo libro Del vitto e delle cene degli antichi: «Bernardo Buontalenti, uomo di sagacissimo intendimento e nominatissimo per ingegno e per molti meravigliosi ritrovamenti, fabbricò per primo le conserve del ghiaccio»